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ARISA lyrics - Sincerità

Com'è Facile

Original and similar lyrics
E' carino il mio visino così fiero e attento e lo sguardo che ti entra dentro le mie scarpe così identiche alla personalità com'è pratica la mia visione della vita a te uomo non è mai riuscita quelle mie parole dette sempre con semplicità com'è ricca di sostanza quella mia cucina e tu uomo ti innamori prima quel sorridere alla vita più di quanto essa dà com'è semplice parlare, com'è naturale stare insieme non è mai banale sono certa che di questa mela sei l'altra metà Com'è facile volerti così bene amore mio com'è facile vedeti in ogni cosa e lo sai che tra di noi la fortunata sono io tu fra tanti fiori hai scelto me Quella sovrapposizione labbra sulle labbra e la bocca fragole con panna la certezza che fai bene ciò che hai fatto e che farai com'è facile svegliarsi con te la mattina e non mi era capitato prima stiamo bene e faccio corna perchè sai non si sa mai guardo avanti perchè oggi di paure non ne ho nello scrigno tu hai la perla più preziosa non ho carte nè turbante il mio futuro non lo so giardiniere starai attento a me. Guardo avanti perchè pggi di paure non ne ho nello scrigno tu hai la perla più preziosa non ho carte nè turbante il mio futuro non lo so giardiniere starai attento alla tua rosa Com'è grande questo quadro dove tu hai dipinto noi tu cupido ed io la venere distesa questo letto come un prato che per sempre annaffierò tu fra tanti fiori hai scelto me tu tra tanti fiori hai scelto me la rosa.

Che Male C

Daniele Pino
Abbracciami perchè mentre parlavi ti guardavo le mani abbracciami perchè sono sicuro che in un'altra vita mi amavi abbracciami anima sincera abbracciami in questa sera per questo strano bisogno anch'io mi vergogno che male c'è che c'è di male se la mia vita ti appartiene ed è normale che male c'è che c'è di male se chiudo gli occhi e insieme a te stò così bene credimi averti incontrata è stata una fortuna perchè stare da soli a volte si a volte fa paura e tu m'hai messo le manette poggio la testa sulle gambe strette mi sveglio in mezzo a quel sorriso gridando questo è il paradiso che male c'è che c'è di male se la mia vita ti appartiene ed è normale che male c'è che c'è di male se chiudo gli occhi e insieme a te stò così bene prendimi prendimi lanciami un segnale in un giorno di sole col diluvio universale lanciami uno sguardo per farmi capire se devo stare zitto oppure lo posso dire che il potere è avere solo il sole e il sentimento e noi ci siamo fino al collo ci siamo dentro che bella confusione che c'è nella mia mente e com'è bello stare con te in mezzo alla gente eh yeah che c'è di male se la mia vita ti appartiene ed è normale che male c'è che c'è di male se chiudo gli occhi e insieme a te stò così bene Che male c'è che c'è di male Che male c'è

Cos Mi Tieni

Articolo 31
Ti-tipa Né soldi né successo cambieranno mai quello che sei se ricorderai i posti da dove vieni e le storie a cui appartieni a me così che mi hai voluto a me così mi tieni. Io sono néssuno se tu sai come mi chiamo è solo grazie ad uno strano scherzo del destino conoscerai anche il suono o il nome Articolo 31 chiedo perdono ma ancora tu non sai chi sono sono la voce schizzata come i rollerblade nella hit-parade con un dj che manda stiloserie sul fade prima rap band italiana comparsa su The Vibe spaghetti funk made in best sound solo cremine e zero rime da discount scazzo l'mc clown vendo roba che non manda in down rimango sorridente alla faccia di chi scambiò per eccessivamente divertente un atteggiamento semplicemente strafottente ora che la storia si fa importante vado prepotente perdente nei panni di un vincente ma con comunque sempre chiaro in mente che sono il discendente di una stirpe di plebei cresciuto con i forse ed i vorrei di un figlio di operai senza i loro eroi né sacrifici ai loro dei la religione l'ho trovata equalizzando i bassi del mio hi-fi ora punta il dito se il pupazzo travestito da santone fa il tuo gioco io non l'ho seguito né educato né istruito sono il mutante generato dal cibo avvelenato con cui mi hai nutrito sono salito ma in basso dove la mia arte vi ha colpito e non passo dalla parte del nemico e adesso gioco con la sorte a carte sul piatto ho messo la mia vita come invito proprio come è sempre stato né soldi né successo cambieranno mai rimarrò il signor nessuno ma ora datemi del lei intellettualoidi ipocriti alternativi ermetici dai trascorsi nei discorsi contro radio e televisioni siete comici ora insieme a grossi discografici a tentare di mangiare po' della mia colazione sotto il tavolo a sbavare come un cane vi rimarranno quattro briciole di pane se voi scodinzolanti leccaculo date un nuovo nome alla voce del padrone io sono il bastone quello di prima ho solo mosso la pedina scacco matto all'mc babbo e mi son fatto la regina abbondante la mia cena vi lascio l'acquolina io sarò un signore voi punk da copertina e nel mio campo non fate rumore valletta gira sta casella sono io il presentatore il sabotatore in questo music business falso io rappresento per le persone vere per il quartiere giornalisti dotti venite alla lavagna io sono il professore sono la rogna il funktabbozzo alcolico cannabistico tossico di succo di brogna io sono l'argomento per lo svolgimento dei vostri temi cari miei arroganti sapientoni e nonostante usiate paroloni quando è un b.boy che li corregge sono solo strafalcioni e tieni per te la teoria non serve senza pratica e quella è materia mia e di chi viaggia nella mia corsia tipa vivo immerso nel rancore tipo e questo non lo cambiano le foto sul giornale le chiavate con modelle o belle stelle della tele resto sempre Ale lo sfigato lo sconfitto con la mia vita in affitto e con scritto in fronte derelitto cerco riscatto insieme al mio dj e questa è una delle cose che non cambieranno mai né soldi né successo cambieranno mai quello che sei se ricorderai i posti da dove vieni e le storie a cui appartieni a me così che mi hai voluto a me così mi tieni Voglio viziare i miei figli tipo riccie rich avere una villa a Miami beach rendere trandy il chich vedere più bikini nei miei video che in Baywatch essere diffuso tipo gli Swatch squadre di pulcini mc ecco il coatch J Ax ovvero l'animale da bar più duro d'ammazzare di Bruce Willis in Die Hard ringrazio J-A-D perché sono il Michael Night del beat e questa qui è la mia super car e né soldi né successo cambieranno mai che me la sciallo sulla base come Magnum p.i. sulla Ferrari dentro al blues come la soda nel campari patti chiari con amici veri miei pari in quanto pari nei valori e quando canto loro fanno i cori fuori sento blaterare di smanie di soldi e successo ma tutto quello che c'ho adesso lo devo all'hip hop e lo rappresento ancora più di prima ora che dalla cantina siamo arrivati in cima so quanto ce ne vuole non succede subito devi trovare il giusto metodo se rappresenti solo business io continuo a dare credito in quanto sono in debito quando dedico ai miei soma del quartiere ai miei soma della crew a chi crede nel rap a chi crede nella break ai seguaci del fat cap perché senza di loro nonostante i dischi d'oro noi saremmo zero e una va per dj Jad con il giusto cat per Raptus Sten Mec tdk riempite questa città di trow-up bella sgab Chicca Calo Mauro e la Baranza crew Alberto Luca e i fratelli della doppia q la gente del caffè in cui vado tutte le sere Mauri Nico Sabi bella Jas riempimi il bicchiere un bacio ad ogni signorina alla passera per prima in quanto una regina resta una regina per Umberto Zappa che ci registra il suono per Franco Godi che è stato e sarà sempre il primo Giacomo il fiorentino sul computer fuso tutta la Best Sound nessuno escluso Zippo in abbuamento fisso facciamoci sto fra amici ieri come adesso Spaghetti Funk funk club funky lobby latin lover per natura scazza mc per hobby ueh bella Spazio Uno Thema Grido Gigi Strano Vale col suo funkynano confezioniamo funkysuono che come il salame del Duilio e nostrano e ‘o facciamo più strano di Jessica e Ivano insieme a Thg Guinnes fissa in mano Huda l'egiziano… e tutti i soci che Chif a in giro per Milano noi ci siamo e non cambiamo come il muro in via Pontano e ti ho stupito fin dal primo senti qua e se il b.boy dell'ultim'ora parla non lo sa che io sono il suo papà tipa l'ho partorito quando è uscito Strade di città e né soldi né successo cambieranno mai quello che sei se ricorderai i posti da dove vieni e le storie a cui appartieni a me così che mi hai voluto a me così mi tieni né soldi né successo cambieranno mai quello che sei se ricorderai i posti da dove vieni e le storie a cui appartieni a me così che mi hai voluto a me così mi tieni è così che mi tieni tipa si chiude l'era di Così com'è bella per AL Master Freez Francesco Diana Nepa Paolo Brera alle Wonderbra Fausto Togliati Hobo Jonny Spaccaconi… Al dj Vincenzo coi Ridillo Wlady Fly Cat La Famiglia di Napoli Bella per l'intro… E bella anche al Borelz Alla Zulu Nation Everlast questa è la Spaghetti Funk si chiude l'era di Così com'è e se ne apre un'altra e sono cazzi tuoi…

Confessioni Di Un Malandrino

Angelo Branduardi
Mi piace spettinato camminare il capo sulle spalle come un lume e mi diverto a rischiarare il vostro autunno senza piume. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, mi agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Ed in mente mi torna quello stagno che le canne e il muschio hanno sommerso ed i miei che non sanno di avere un figlio che compone versi; ma mi vogliono bene come ai campi alla pelle ed alla pioggia di stagione, raro sarà che chi mi offende scampi alle punte del forcone. Poveri genitori contadini, certo siete invecchiati e ancor temete il Signore del cielo e gli acquitrini, genitori che mai non capirete che oggi il vostro figliolo è diventato il primo tra i poeti del Paese e ora in scarpe verniciate e col cilindro in testa egli cammina. Ma sopravvive in lui la frenesia di un vecchio mariuolo di campagna e ad ogni insegna di macelleria la vacca si inchina sua compagna. E quando incontra un vetturino gli torna in mente il suo concio natale e vorrebbe la coda del ronzino regger come strascico nuziale. Voglio bene alla patria benchè afflitta di tronchi rugginosi m'è caro il grugno sporco dei suini e i rospi all'ombra sospirosi. Son malato di infanzia e di ricordi e di freschi crepuscoli d'Aprile, sembra quasi che l'acero si curvi per riscaldarsi e poi dormire. Dal nido di quell'albero, le uova per rubare, salivo fino in cima ma sarà la sua chioma sempre nuova e dura la sua scorza come prima; e tu mio caro amico vecchio cane, fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia e giri a coda bassa nel cortile ignaro delle porte dei granai. Mi sono cari i miei furti di monello quando rubavo in casa un po' di pane e si mangiava come due fratelli una briciola l'uomo ed una il cane. Io non sono cambiato, il cuore ed i pensieri son gli stessi, sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi. Buona notte alla falce della luna sì cheta mentre l'aria si fa bruna, dalla finestra mia voglio gridare contro il disco della luna. La notte e' così tersa, qui forse anche morire non fa male, che importa se il mio spirito è perverso e dal mio dorso penzola un fanale. O Pegaso decrepito e bonario, il tuo galoppo è ora senza scopo, giunsi come un maestro solitario e non canto e celebro che i topi. Dalla mia testa come uva matura gocciola il folle vino delle chiome, voglio essere una gialla velatura gonfia verso un paese senza nome.

Le Donne Sono

Claudio Baglioni
pompon di pompompere... cancan di cangaceire...) Io ne ho avuta una ch'era un guaio più delle cambiali (Brasil... la la la...) e piangeva alle feste e rideva ai funerali (fusil...) marinai (maliarde son...) questi uomini (le gattoparde...) e le femmine sono lontani (occhi di spia...) oceani... (negri e zumbon nella malia della passion...) Io con una mi ricordo il primo bacio che le detti (miomao...) attento a dove il naso va e lei rimase tutto il tempo a denti stretti (cacao...) i cow boys che sparano (là nell'alcova...) tappi e stesse cazzate e all'occhiello (quanti languor...) un sedano... (su quel visin finto candor di porcellin...) Le donne sono qualche cosa di allegro e 1930 voci a colori pelle di mimosa ombrosità di ascelle cuori nella tormenta... le donne sgambano odorose ed hanno sogni dentro un frullatore insolite insolute insalate capricciose si tolgono i peccati con lo smacchiatore... Io di un'altra che fu al buio gridolini e friggi friggi (che pall...) quando accesi l'abat-jour le scoprii l'orsetto con i baffi grigi (oval...) naufraghi (e cellophan...) su un tavolo (lucido e teso...) che galleggia nel vino uomo in mare (stringono al sen...) salvatelo... (quel fior del mal il cui velen ci fu fatal...) Le donne sono streghe e fate silenzio di occhi vento di ginestra tutte le stesse gambe accavallate bambine di cortile direttrici d'orchestra... le donne fanno l'improvviso e uomo tu non potrai mai sapermi e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso e noi chi siamo noi i serpenti o i vermi... (i vermi...) Le pattinatrici girano nella TV tagliando un'aria di ghiaccio saltano su appese a un braccio e piccoli studiati gesti e piroette nei costumi celesti e le melette nelle guance prendono fiato e prenderanno un dì marito e con la stessa grazia ripiegheranno le ali giù... (o buie baiadere... o belle caballere...) O belle o brutte le donne sono proprio tante e se si potesse farne una sola (o quante figlie madama dorè...) di tutte ma anche quella sola no (non c'è...) e sai che c'è (che c'è...) che beviamo cantiamo saltiamo... Alla faccia alla faccia delle loro belle facce... alla faccia alla faccia delle loro belle facce... alla faccia loro alla faccia delle loro belle facce... Bimbe solinghe strambe meringhe bionde rambe stanghe fiamminghe gambe ambre penombre lusinghe lingue iraconde lunghe gioconde limbi sponde onde profonde linde fronde lavande ghirlande bande carambe trombe marimbe rumbe sambe mambi milonghe conghe tumbe birimbe birambe bambi colombe sgombri anaconde aringhe oranghe dumbe bagonghe grembi lombi rotonde culandre ghiande caliende bombe ecatombe lande tundre giungle feconde ombre zombi calimbe macumbe fionde pitonghe sghembe malandre blande jumbe simbe mocambe strombe rande nefande valanghe monde mutande bumbe goganghe umbre malombre langhe strapiombe coimbre mustanghe burunde malinde... danga que romba la coiomba... aridanga que romba la coiomba...

Un Giudice

Deandre Fabrizio
Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente, o la curiosità di una ragazza irriverente, che li avvicina solo per un suo dubbio impertinente: vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani, che siano i più forniti della virtù meno apparente, fra tutte le virtù la più indecente. Passano gli anni i mesi, e se li conti anche i minuti. È triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo, fino a dire che un nano è una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo. Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore che preparai gli esami, diventai procuratore, per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale: giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male. E allora la mia statura non dispensò più buonumore a chi alla sbarra in piedi mi diceva Vostro Onore e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell'ora dell'addio, non conoscendo affatto la statura di Dio.

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