Fossati Ivano lyrics

La Madonna Nera

Original and similar lyrics
I.Fossati Io penso a me che fra andata e ritorno tutto il santo giorno un'ora per mangiare un'ora per dormire ben poco ti potrò vedere. Poi penso a te piegata sulla scrivania con davanti una rosa che sarà la mia sciupata mia. Alla festa del dieci di luglio che era quasi sera la Madonna Nera s'impantanò. Venne l'autorità con la ferrovia tutta la sacrestia e venne il coro con la melodia a salvare l'oro e l'argento il marmo e il cemento il bronzo e il paramento e il mantenimento. E dall'ingorgo che c'era non si poté andare via che alle dieci di sera quando la Madonna Nera noi spingendo e tirando piangendo e sperando inclinando e strepitando noi si risollevò. Io penso a te inclinata sulla scrivania con davanti una rosa che sarà la mia appassita mia. Poi penso a me che fra andata e ritorno tutto il santo giorno un'ora per mangiare un'ora per dormire tutti i santi giorni tutto il santo giorno tutti i santi giorni tutto il santo giorno tutti i santi giorni tutto il santo giorno E così sia. SONG: IL DISERTORE B.Vian In piena facoltà, egregio Presidente le scrivo la presente che spero leggerà. La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro Lunedì. Ma io non sono qui egregio Presidente per ammazzar la gente più o meno come me. Io non ce l'ho con lei, sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò. Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me. Mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà. Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie e il mio passato, la mia migliore età. Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò. Vivrò di carità sulle strade di Spagna di Francia e di Bretagna e a tutti griderò di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi. Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro, se vi divertirà. E dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi, io armi non ne ho.

Il Grande Incubo

883 "La Donna, Il Sogno E Il Grande Incubo"
Notte strana quasi lugubre senza luna, stelle, lucciole prego che tu non ti accorga mai dei miei fari dietro che ti seguono Mi stai scorazzando fuori città chissà questa dove mi porterà l'asfalto è ormai finito, tu dove sei poi di colpo nelle ossa un brivido Una vecchia casa e la tua macchina che ferma sotto quell'insegna mi fa leggere 'benvenuti al Dream Motel' La Donna, il Sogno & il Grande Incubo questa notte incontrerò mentre nel mondo tutti dormono forse anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così ma adesso sono qui L'uomo dietro al banco della hall un tipo losco che di più non si può a bassa voce si avvicina a me 'nella stanza 106 la attendono' Un corridoio che non finisce mai finalmente arrivo alla 106 in penombra dentro ci sei tu le tue gambe lunghe che si muovono Ma la stanza accanto è aperta e vedo che tutti i miei giocattoli, i miei sogni, i miei perché sono in una stanza del Dream Motel La Donna, il Sogno & il Grande Incubo vado e non mi fermerò mentre nel mondo tutti dormono così anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così ma adesso sono qui Prendo le mie cose e scappo via devo raggiungere la portineria ad ogni costo devo uscire di qui però tutti nel motel si svegliano Sento i passi correr dietro di me un cacchio di seconda uscita non c'è finalmente sono fuori di lì poco prima che Loro mi trovino In fondo al viale la tua auto e dentro te ma stavolta non ti seguo più nemmeno se me lo regali il Dream Motel La Donna, il Sogno & il Grande Incubo vado via e non tornerò mentre nel mondo tutti dormono poi anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così a un secolo da qui

Il Testamento

Deandre Fabrizio
Quando la morte mi chiamerà forse qualcuno protesterà dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità non maleditemi non serve a niente tanto all'inferno ci sarò già ai protettori delle battone lascio un impiego da ragioniere perché provetti nel loro mestiere rendano edotta la popolazione ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana voglio lasciare a Bianca Maria che se ne frega della decenza un attestato di benemerenza che al matrimonio le spiani la via con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto sorella morte lasciami il tempo di terminare il mio testamento lasciami il tempo di salutare di riverire di ringraziare tutti gli artefici del girotondo intorno al letto di un moribondo signor becchino mi ascolti un poco il suo lavoro a tutti non piace non lo consideran tanto un bel gioco coprir di terra chi riposa in pace ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro per quella candida vecchia contessa che non si muove più dal mio letto per estirparmi l'insana promessa di riservarle i miei numeri al lotto non vedo l'ora di andar fra i dannati per rivelarglieli tutti sbagliati non vedo l'ora di andar fra i dannati per rivelarglieli tutti sbagliati quando la morte mi chiederà di restituirle la libertà forse una lacrima forse una sola sulla mia tomba si spenderà forse un sorriso forse uno solo dal mio ricordo germoglierà se dalla carne mia già corrosa dove il mio cuore ha battuto un tempo dovesse nascere un giorno una rosa la dò alla donna che mi offrì il suo pianto per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore a te che fosti la più contesa la cortigiana che non si dà a tutti ed ora all'angolo di quella chiesa offri le immagini ai belli ed ai brutti lascio le note di questa canzone canto il dolore della tua illusione a te che sei costretta per tirare avanti costretta a vendere Cristo e i santi quando la morte mi chiamerà nessuno al mondo si accorgerà che un uomo è morto senza parlare senza sapere la verità che un uomo è morto senza pregare fuggendo il peso della pietà cari fratelli dell'altra sponda cantammo in coro già sulla terra amammo tutti l'identica donna partimmo in mille per la stessa guerra questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli.

Lettera

Francesco Guccini
Il giardino di ciliegi è fiorito agli scoppi del nuovo sole il quartiere si è presto riempito di neve, di pioppi e di parole. All'una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti le tv sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei gatti. Come vedi tutto è normale in quest'inutile sarabanda ma nell'intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda. Un g ed un dubbio eterno, un formicaio di cose andate di chi aspetta sempre l'inverno per desiderare una nuova estate. Son tornate a sbocciare le strade ideali ricami del mondo girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo, in testa identiche, senza storia sfidando tutto senza confini frantumano un attimo quella boria, grida di rondini e ragazzini. Come vedi tutto è consueto in quest'ingorgo di vite morte ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglie sorte, di questa rete troppo smagliata, di queste mete da sognare, di questa sete mai appagata di chi starnazza e non vuol mai volare. Appassiscono piano le rose spuntano a grappi i frutti del melo le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo. Io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato ma l'età all'improvviso disperde quel che credevo e non sono stato. Come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi in questa vita presa di striscio di svolgimento corretto i temi dei miei entusiasmi durati poco dei tanti chiasmi filosofanti di storie tragiche nate per gioco troppo vicino, troppo distanti. Ma il tempo, il tempo chi me lo rende chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni. Gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, l'arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti. Come vedi tutto è usuale solo che il tempo stringe la borsa e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa. L'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami . . . vita.

I Signori Della Guerra

Hotline
Immagini crude, atroci, in casa mia che scorrono dentro una torbida apatia. Grida di bambini con le carni lacerate, urla nel silenzio, muoiono ogni giorno sotto casa mia. Tu puoi, se vuoi. E' una guerra come tante altre esplosa per ingrassare i porci, i signori della guerra succhian sangue. Che gli importa se tuo figlio muore, se domani tu non lo avrai più loro trasformano il suo sangue in denaro. Mio dio come vorrei provassero il dolore di quella madre che, che non ha più No!!! Io vedo strade intrise di sangue e corpi distesi immobili. Prova a pensare che sei come loro che un giorno potresti cadere tu. Io non voglio stare più a guardare queste immagini in casa mia, ora ho solo voglia di gridare: dico basta! Urla pure tutta la tua rabbia e vedrai che poi ti passerà Tutto il fango tutta questa nebbia scomparirà Uomo come vorrei sentissi la mia voce, insieme a me tu puoi gridare di più Yeah!!! Io vedo strade intrise di sangue e corpi distesi immobili. Prova a pensare che sei come loro che un giorno potresti cadere tu. Quando il sole risorgerà questo mondo vedrai cambierà Ho imparato che - è un uomo come te, ha un cuore come te - e una mentalità diversa. E' fatto come te, vive come te, respira come te, tu non puoi assassinarti. Ora scopro che sei insieme a me la guerra della pace è iniziata. Uomo non sarà domani, ma tu non conoscerai i signori della guerra succhia sangue non importa se tuo figlio muore, se domani tu non lo avrai più. Loro trasformano il suo sangue in denaro. Mio dio come vorrei provassero il dolore di quella madre che, che non ha più! No!!! Io vedo strade intrise di sangue e corpi distesi immobili. Prova a pensare che sei come loro che un giorno potresti cadere tu. Urla pure tutta la tua rabbia e vedrai che poi ti passerà. Tutto il fango tutta questa nebbia scomparire!

Felona

Le Orme
(A. Pagliuca - A. Tagliapietra) Una luce chiara si affaccia lentamente offre la visione di grandi bolle bianche la gente che le abita vive un nuovo giorno una nuova festa oggi come ieri. Non ci son segreti nelle sfere trasparenti si specchiano nell'aria si contagiano la gioia limpidi e sereni volano i pensieri le donne e le cicale discorrono d'amore. Le case di cristallo si muovono col vento scorrono le valli, rimbalzano sul mare ruotano leggere nel sorvolare i monti lasciano una scia come una cometa. Quando cala il sole il vento si riposa si fermano le sfere e formano un villaggio la gente si ritrova e si corre incontro per un'altra festa mentre muore il giorno.

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