Deandre Fabrizio lyrics

Il Pescatore

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All'ombra dell'ultimo sole s'era assopito un pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. Venne alla spiaggia un assassino due occhi grandi da bambino due occhi enormi di paura eran gli specchi di un'avventura. La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, ..... E chiese al vecchio ‘Dammi il pane, ho poco tempo e troppa fame' e chiese al vecchio ‘Dammi il vino, ho sete e sono un assassino'. Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno non si guardò neppure intorno ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ‘Ho sete, ho fame'. La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, ..... E fu il calore di un momento poi via veloce verso il vento poi via veloce verso il sole (poi via di nuovo verso il sole) dietro le spalle un pescatore. Dietro le spalle un pescatore e la memoria è già dolore è già il rimpianto di un aprile giocato all'ombra di un cortile. La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, ..... Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino. Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. La, la, la, la, la, la, la, la, la, la, .....

Signora Delle Ore Scure

Claudio Baglioni
Signora delle ore scure pelle sfumata di ombre in fuga dalla stanza sugli occhi un guanto di luce accarezzai l'idea di lei in lontananza... Signora delle ore scure dolci colline intorno a un muschio vellutato misteri oltre le ciglia furtivo come un gatto io mi son lavato... Vecchio compagno che aspetto il mio animaletto sono più grande e ho dormito più di lei... e del suo cuore chiuso in cantina delle sue guance pane caldo della mattina... di quel suo viso diamante puro di quella schiena che le tiene l'anima stretta al sicuro... Ti succhierei per ore e più cioccolatino nella bocca senza mai mandarti giù... Signora delle ore dure - amazzonica - adolescente nuca morbido sentiero dove cammino i miei sguardi a guardia del suo sonno immobile guerriero... Signora delle ore dure - caraibica - alba sbucciata odore aspro di un'arancia le ragnatele del giorno da allontanare via da lei con la mia lancia... Ma c'è una lampada accesa no è solo il sole solo di sole se riuscissi a vivere... dei suoi capelli alghe nel mare di quei suoi occhi olive dolci e mandorle amare... di quelle brune nomadi dita delle narici Dio le benedica è lì che prende la vita... Piccolo chicco di caffè tu non mi devi sempre credere ma sempre credi in me... Non voglio che tu sia un ostaggio in questo disperato viaggio l'agnello messo sull'altare del mio villaggio di fumo... che tu sia solo un tatuaggio su questo petto di selvaggio un flipper preso per i fianchi a farsi coraggio e uomo... Fra quelle braccia colme di seno su quelle gambe rami forti e umido fieno... sopra il suo corpo preso ai pittori su quella bocca che qualcuno le comprò al banco dei fiori... E fu così lei dentro un sogno lei stessa un sogno una vaghezza io le vegliavo la purezza dell'impossibile - il suo cammeo - Il musicista ritrovò la musica sua sola sposa la musa allora ritornò al suo museo...

Il Vecchio E Il Bambino

Francesco Guccini
Un vecchio e un bambino si presero per mano e andarono insieme incontro alla sera, la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera; l'immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare e tutto d'intorno non c'era nessuno, solo il tetro contorno di torri di fumo. I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva con l'anima assente, con gli occhi bagnati seguiva il ricordo di miti passati; i vecchi subiscono l'ingiuria degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno nel loro pensiero distinguere nei sogni il falso dal vero. E il vecchio diceva, guardando lontano, Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti, immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori, e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli, il ritmo dell'uomo e delle stagioni . Il bimbo ristette, lo sguardo era triste e gli occhi guardavano cose mai viste, e poi disse al vecchio, con voce sognante Mi piacciono le fiabe, raccontane altre .

Impressioni Di Settembre

Battiato Franco
Quante gocce di rugiada intorno a me Cerco il sole ma non c'è Dorme ancora la campagna forse no E' sveglia, mi guarda, non so Già l'odore della terra, odor di grano Sale adagio verso me E la vita nel mio petto batte piano Respiro la nebbia, penso a te Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là Sembra quasi un mare d'erba E leggero il mio pensiero vola e va Ho quasi paura che si perda Un cavallo tende il collo verso il prato Resta fermo come me Faccio un passo e lui mi vede, è già fuggito Respiro la nebbia, penso a te No, cosa sono adesso non lo so Sono un uomo in cerca di sè stesso No, cosa sono adesso non lo so Sono solo il suono del mio passo E intanto il sole tra la nebbia filtra già Il giorno come sempre sarà Cerco il sole ma non c'è Ma non c'è Cerco il sole ma non c'è

Camera Con Vista Sul Deserto

Ligabue Luciano
Le scarpe nel deserto pesan sempre un po' di piu' di sabbia, terra e polvere che non si staccan piu'. Un fiore ogni tre vite ed un fiore che, poi, sara' robusto ed alto, si, ma profumato mai. Le bestie nel deserto hanno cuori lenti che, che segnano la danza per le nuvole. Il sangue resta freddo purche' il sole resti li', ma due o tre piogge servono per occhi umidi. A meno che faccia un poco d'ombra tu. A meno che il sole non mi accechi piu'. A meno che non butti via le bussole, bruci le mie bussole. Il cielo sul deserto chiama acqua pure lui: snobbato dagli angeli, volato da avvoltoi e torbido di spiriti che spesso giocano, in sella al vento fischiano e poi ululano. A meno che faccia un poco d'ombra tu. A meno che il sole non mi accechi piu'. A meno che butti via le bussole, bruci le mie bussole.

Caruso

Russell Watson
Qui dove il mare luccica, e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce, e ricomincia il canto. Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai... Vide le luci in mezzo al mare, penso alle notti la in America ma erano solo le lampare e la bianca scia d'un elica senti il dolore nella musica, e si alzo dal pianoforte ma quando vide la luna uscire da una nuvola, gli sembro piu dolce anche la morte guardo negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare poi all'improvviso usci una lacrima e lui credette di affogare. Te voglio bene assai ecc. Poi penso alla lirica, e al grande palco che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro ma due occhi che ti guardano, cosi vicini e veri ti fan scordare le parole, o in fondo i tuoi pensieri cosi diventa tutto piccolo, anche le notti la in America ti volti e vedi la tua vita, come la scia d'un elica ma si, e la vita che finisce, ma lui non ci pensava tanto anzi, si sentiva gia felice, e ricomincio il suo canto. Te voglio bene assai, ecc.

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