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Deandre Fabrizio lyrics

Bocca Di Rosa

Original and similar lyrics
La chiamavano Bocca di Rosa metteva l'amore, metteva l'amore la chiamavano Bocca di Rosa metteva l'amore sopra a ogni cosa. Appena scesa alla stazione del paesino di Sant'Ilario tutti s'accorsero con uno sguardo che non si trattava d'un missionario. C'è chi l'amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di Rosa nè l'uno, né l'altro, lei lo faceva per passione. Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie e fu così che da un giorno all'altro Bocca di Rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso. Ma le comari d'un paesino non brillano certo in iniziativa, le contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio, così una vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto e rivolgendosi alle cornute, le apostrofò con parole argute il furto d'amore sarà punito - disse- dall'Ordine Costituito . Ma quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: quella schifosa ha già troppi clienti, più di un consorzio alimentare . Ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi, con i pennacchi ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono mal volentieri. Alla stazione c'erano tutti: dal commissario al sacrestano alla stazione c'erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano a salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese a salutare chi per un poco portò l'amore nel paese; c'era un cartello giallo con una scritta nera diceva: Addio Bocca di Rosa, con te se ne parte la primavera . Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca. Alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore. Persino il parroco che non disprezza tra un Miserere e un'Estrema Unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione e con la Vergine in prima fila e Bocca di Rosa poco lontano, si porta a spasso per il paese l'amore sacro e l'amor profano.

Le Donne Sono

Claudio Baglioni
pompon di pompompere... cancan di cangaceire...) Io ne ho avuta una ch'era un guaio più delle cambiali (Brasil... la la la...) e piangeva alle feste e rideva ai funerali (fusil...) marinai (maliarde son...) questi uomini (le gattoparde...) e le femmine sono lontani (occhi di spia...) oceani... (negri e zumbon nella malia della passion...) Io con una mi ricordo il primo bacio che le detti (miomao...) attento a dove il naso va e lei rimase tutto il tempo a denti stretti (cacao...) i cow boys che sparano (là nell'alcova...) tappi e stesse cazzate e all'occhiello (quanti languor...) un sedano... (su quel visin finto candor di porcellin...) Le donne sono qualche cosa di allegro e 1930 voci a colori pelle di mimosa ombrosità di ascelle cuori nella tormenta... le donne sgambano odorose ed hanno sogni dentro un frullatore insolite insolute insalate capricciose si tolgono i peccati con lo smacchiatore... Io di un'altra che fu al buio gridolini e friggi friggi (che pall...) quando accesi l'abat-jour le scoprii l'orsetto con i baffi grigi (oval...) naufraghi (e cellophan...) su un tavolo (lucido e teso...) che galleggia nel vino uomo in mare (stringono al sen...) salvatelo... (quel fior del mal il cui velen ci fu fatal...) Le donne sono streghe e fate silenzio di occhi vento di ginestra tutte le stesse gambe accavallate bambine di cortile direttrici d'orchestra... le donne fanno l'improvviso e uomo tu non potrai mai sapermi e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso e noi chi siamo noi i serpenti o i vermi... (i vermi...) Le pattinatrici girano nella TV tagliando un'aria di ghiaccio saltano su appese a un braccio e piccoli studiati gesti e piroette nei costumi celesti e le melette nelle guance prendono fiato e prenderanno un dì marito e con la stessa grazia ripiegheranno le ali giù... (o buie baiadere... o belle caballere...) O belle o brutte le donne sono proprio tante e se si potesse farne una sola (o quante figlie madama dorè...) di tutte ma anche quella sola no (non c'è...) e sai che c'è (che c'è...) che beviamo cantiamo saltiamo... Alla faccia alla faccia delle loro belle facce... alla faccia alla faccia delle loro belle facce... alla faccia loro alla faccia delle loro belle facce... Bimbe solinghe strambe meringhe bionde rambe stanghe fiamminghe gambe ambre penombre lusinghe lingue iraconde lunghe gioconde limbi sponde onde profonde linde fronde lavande ghirlande bande carambe trombe marimbe rumbe sambe mambi milonghe conghe tumbe birimbe birambe bambi colombe sgombri anaconde aringhe oranghe dumbe bagonghe grembi lombi rotonde culandre ghiande caliende bombe ecatombe lande tundre giungle feconde ombre zombi calimbe macumbe fionde pitonghe sghembe malandre blande jumbe simbe mocambe strombe rande nefande valanghe monde mutande bumbe goganghe umbre malombre langhe strapiombe coimbre mustanghe burunde malinde... danga que romba la coiomba... aridanga que romba la coiomba...

Un Giorno Senza Te

LAURA PAUSINI "Le Cose Che Vive"
Non scherzare sono triste Non ho voglia di mentirti ormai Questa volta non so dirti Se l'amore che mi dai È abbastanza per noi Tu tu tu tu Dammi il tempo di capire Cosa vedo veramente in te. Se ti ho amato un momento, Se il tuo sole si e già spento in me. Perché di te ho bisogno, Si ma quanto non lo so E così non riesco a vivere, Se ci penso quanti dubbi ho. Un giorno senza te Mi fara bene Potrei scoprire che È meglio insieme. Un giorno senza te La soluzione per non lasciarsi... ora Che confusione c'è Tra testa e cuore, È un labirinto che Mi fa sbandare, Vorrei scappare via Anche da te Oh no non odiarmi se puoi Tu tu tu tu Dammi un giorno tu tu tu Sto cambiando e i ricordi Fanno a pugni coi desideri miei, Anche adesso non ti sento C'è il deserto nei miei giorni ormai Perché io avevo un sogno E dov'è andato non lo so E così non riesco a vivere Io ti prego non mi dire di no. Un giorno senza te Per non restare Ancora insieme se Non c'è più amore Un giorno senza te La soluzione per non morire... ancora Perché qui amore mio, Non stiamo in piedi E te lo dico io Se non ci credi. E forse è già un addio Comunque sia così fa male. Dammi un giorno, senza te Per non morire no non morire no Che confusione c'è tra testa e cuore È un labirinto che fa sbandare. Un giorno senza te Anche se, mi fa male. Oh no Solo un giorno Oh no.

Confessioni Di Un Malandrino

Angelo Branduardi
Mi piace spettinato camminare il capo sulle spalle come un lume e mi diverto a rischiarare il vostro autunno senza piume. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, mi agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Ed in mente mi torna quello stagno che le canne e il muschio hanno sommerso ed i miei che non sanno di avere un figlio che compone versi; ma mi vogliono bene come ai campi alla pelle ed alla pioggia di stagione, raro sarà che chi mi offende scampi alle punte del forcone. Poveri genitori contadini, certo siete invecchiati e ancor temete il Signore del cielo e gli acquitrini, genitori che mai non capirete che oggi il vostro figliolo è diventato il primo tra i poeti del Paese e ora in scarpe verniciate e col cilindro in testa egli cammina. Ma sopravvive in lui la frenesia di un vecchio mariuolo di campagna e ad ogni insegna di macelleria la vacca si inchina sua compagna. E quando incontra un vetturino gli torna in mente il suo concio natale e vorrebbe la coda del ronzino regger come strascico nuziale. Voglio bene alla patria benchè afflitta di tronchi rugginosi m'è caro il grugno sporco dei suini e i rospi all'ombra sospirosi. Son malato di infanzia e di ricordi e di freschi crepuscoli d'Aprile, sembra quasi che l'acero si curvi per riscaldarsi e poi dormire. Dal nido di quell'albero, le uova per rubare, salivo fino in cima ma sarà la sua chioma sempre nuova e dura la sua scorza come prima; e tu mio caro amico vecchio cane, fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia e giri a coda bassa nel cortile ignaro delle porte dei granai. Mi sono cari i miei furti di monello quando rubavo in casa un po' di pane e si mangiava come due fratelli una briciola l'uomo ed una il cane. Io non sono cambiato, il cuore ed i pensieri son gli stessi, sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi. Buona notte alla falce della luna sì cheta mentre l'aria si fa bruna, dalla finestra mia voglio gridare contro il disco della luna. La notte e' così tersa, qui forse anche morire non fa male, che importa se il mio spirito è perverso e dal mio dorso penzola un fanale. O Pegaso decrepito e bonario, il tuo galoppo è ora senza scopo, giunsi come un maestro solitario e non canto e celebro che i topi. Dalla mia testa come uva matura gocciola il folle vino delle chiome, voglio essere una gialla velatura gonfia verso un paese senza nome.

Balla Balla Ballerino

Dalla Lucio
Author: Dalla_Lucio Title: Balla_balla_ballerino BALLA BALLA BALLERINO DALLA D7+ D7+/B Em7 C7+ Em/B Em7/B D7+ D7+/B Balla balla ballerino tutta la notte e al mattino Em7/D C7+ Non fermarti balla su una tavola fra due montagne Em/A A7 D7+ D7+/B Em7 A7 E se balli sulle onde del mare io ti vengo a cercare D7+ D7+/B Prendi il cielo con le mani vola in alto piu' degli aeroplani Em7/D C7+ Non fermarti sono pochi gli anni forse sono solo giorni Em/A A7 E stan finendo tutti in fretta e in fila A7 D7+ D7+/B Em7 A7 Non ce n'e' uno che ritorni MTM D7+ D7+/B Balla non aver paura se la notte e' fredda e scura Em7/D Non pensare alla pistola che hai puntato contro Em7/D C7+ A Balla alla luce di mille sigarette e di una luna A B E Che ti illumina a giorno balla il mistero Dbm7 Gb B Di questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero E Dbm7 Gb Dammi retta Non sara' vero domani Gb7 B E Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte Dbm7 Gb Gb7 B Per la mia commozione c'e' una ragazza al finestrino B Gb Gli occhi verdi che sembrano di vetro Gb7 B Gb Corri e ferma quel treno fallo tornare indietro D7+ D7+/B Em7 C7+ Em/B Em7/B D7+ D7+/B Balla anche per tutti i violenti veloci di mano e coi coltelli Em7/D C7+ Accidenti Se capissero vedendoti ballare di essere Em/A A7 D7+ D7+/B Em7 A7 morti da sempre anche se possono respirare D7+ D7+/B Vola e balla sul cuore malato illuso sconfitto poi abbandonato Em7/D C7+ Senza amore dell'uomo che confonde la luna con il sole Em/A A7 D7+ D7+/B Em7 A7 Senza avere coltelli in mano ma nel suo povero cuore D7+ D7+/B Allora vieni angelo benedetto prova a mettere i piedi sul suo petto Em7/D C7+ E stancarti a ballare al ritmo del motore ed alle grandi parole C7+ A B E Di una canzone canzone d'amore Ecco il mistero Dbm7 Gb Gb7 B Sotto un cielo di ferro e di gesso l'uomo riesce ad amare lo stesso B E Dbm7 Gb Ama davvero senza nessuna certezza Gb7 B E Che commozione che tenerezza D7+ D7+/B Em7 C7+ Em/B Em7/B

Bologna

Francesco Guccini
F.Guccini Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli. Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale Bologna la grassa e inumana, già un poco Romagna e in odor di Toscana. Bologna per me provinciale Parigi in minore, mercati all'aperto, bistrot, della rive gauche l'odore. Con Sartre che pontificava, Baudelaire tra l'assenzio cantava ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare. Però che Bohème confortevole, giocata fra case e osterie quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie. Oh come eravamo poetici, ma senza pudore o paura e i vecchi imberiaghi sembravano la letteratura. Oh quant'eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna cullati fra i portici, cosce di mamma Bologna. Bologna è una donna emiliana, di zigomo forte Bologna capace d'amore, capace di morte. Che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale che calcola il giusto, la vita e che sa stare in piedi, per quanto colpita. Bologna è una ricca signora che fu contadina benessere, ville, gioielli e salame in vetrina che sa che l' odor di miseria da mandar giù è cosa seria e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura. Lo sprechi il tuo odor di benessere, però con lo strano binomio dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio. E i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono o oramai si son persi confusi e legati a migliaia di mondi diversi. Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente cantando canzoni che è come cantare di niente. Bologna è una strana signora, volgare e matrona Bologna bambina perbene, Bologna busona. Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto rimorso per quel che m'hai dato e quasi ricordo e in odor di passato.

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