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Clan Italiano lyrics

Tu Sei Lunico

Original and similar lyrics
Lipari-Matterazzo-Cappellari) Sento un martello che batte sul cervello saranno i passi tuoi che arrivano al mio cuore si tutti i miei pensieri son chiusi in un castello senza una finestra in una stanza buia qui . Tu purtoppo l'unico tu mio uomo magico tu l'irresistibile tu che mi fai vivere Anche se l'amore che mi dai mi fa soffrire e poi mi da felicita' mi fa morire e poi mi fa rinascere l'arcobaleno sei qui dentro l'anima Ama senza scuse, senza orgoglio ama perche' adesso io ti voglio dammi ancora i sogni che sognavo insieme a te dammi la certezza di un amore che non c'e' ama... ama... Non aver paura dimmi se mi ami o no non e' l'avventura che io cerco ancora in te Tu purtroppo l'unico...ecc...ecc... Kiko Battaglia c/o

Non C'è

LAURA PAUSINI "Laura Pausini"
Tu non rispondi più al telefono E aprendi al filo ogni speranza mia Io non avrei creduto mai di poter perder la testa per te All'improvviso sei fuggito via Lasciando il vuoto in questa vita mia Senza risposte ai miei perché adesso cosa mi resta di te Non c'è non c'è il profumo della tua pelle Non c'è il respiro di te sul viso Non c'è la tua bocca di fragola Non c'è il dolce miele dei tuoi capelli Non c'è che il veleno di te sul cuore Non c'è via d'uscita per questo amore Non c'è non c'è vita per me, più Non c'è non c'è altra ragione che mi liberi l'anima Incantenata a notte di follia Anche in prigione me ne andrai per te Solo una vita non basta per me E anche l'estate ha le sue nuvole E tu sei l'uragano contro me Strappando i sogni nei giorni miei te ne sei andato di fretta perché Non c'è non c'è che il veleno di te sul cuore Non c'è via d'uscita per questo amore Non c'è non c'è vita per me, più Non c'è non c'è altra ragione per me Se esiste un Dio no può scordarsi di me anche se Fra lui e me c'è un cielo nero nero senza fine Lo pregherò, lo cercherò e lo giuro ti troverò Dovessi entrare in altre dieci cento mille vite In questa vita buia senza di te sento che Ormai per me sei diventeto l'unica ragione Se c'è un confine nell'amore giuro lo passerò E nell'imenso vuoto di quei giorni senza fine ti amerò Come la prima volta a casa tua Ogni tuo gesto mi portava via Sentivo perdermi dentro di te Non c'è non c'è il profumo della tua pelle Non c'è il respiro di te sul viso Non c'è la tua bocca di fragola Non c'è il dolce miele dei tuoi capelli Non c'è non c'è che il veleno di te sul cuore Non c'è non c'è via d'uscita per questo amore Non c'è non c'è vita per me, più Non c'è non c'è altra ragione per me

Parole

Francesco Guccini
F.Guccini Parole, son parole, e quante mai ne ho adoperate e quante lette e poi sentite, a raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate, sputate, a tanti giri, riverite, adatte alla mattina, messe in abito da sera, all'osteria citabili o a Cortina, o a Marghera. Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle e in aria le facciamo rimbalzare e se le cento usate sono in fondo sempre quelle non è importante poi comunicare, è come l'uomo solo, che fischietta dal terrore e vuole nel silenzio udire un suono, far rumore. Mio caro amore si è un po' come commessi viaggiatori con campionari di parole e umori a ritmi di trecento e più al minuto; amore muto beati i letterari marinai così sul taciturno e cerca guai così inventati e pieni di coraggio. Io non son quei marinai, parole in rima ne ho già dette (e tante, strano, ma ne faccio dire) nostalgiche, incazzate, quanto basta maledette, ironiche quel tanto per servire a grattarsi un po' la rogna, soffocati dal collare adatto per i cani o per la gogna del giullare. Poi andare sopra un palco per compenso o l'emozione: chi non ha mai sognato di provare? Sia chi ha capito tutto e tutto sa per professione ed ha un orgasmo a scrivere o a fischiare, sia quelli che ti adorano fedeli e senza intoppi, coi santi non si scherza, abbasso il Milan, viva Coppi! Amore sappi beato chi ha le musiche importanti, le orchestre, luci e viole sviolinanti, non queste mie di fil di ferro e spago; amore vago, mi tocca coi miei due giri costanti far il make-up a metonimie erranti: che gaffe proprio all'età della ragione. E sì son tanti gli anni, ma se guardo ancora pochi, Voltaire non ci ha insegnato ancora niente, è questo quel periodo in cui i ruggiti si fan fiochi oppure si ruggisce veramente ed io del topo sovrastrutturale me ne frego; chi sia Voltaire mi dite? va be', dopo ve lo spiego. E se pensate questi i vaniloqui di un anziano lo ammetto, ma mettiamoci d'accordo conosco gente pia, gente che sa guardar lontano e alla maturità dicon sia sordo perché i rincoglioniti d'ogni parte odian parecchio la libertà e la chiamano vagiti , o ostie di un vecchi. Amore a specchio, è tanto bello urlare dagli schermi, gettare a terra falsi pachidermi coprendo ad urla il vuoto ed il timore. Qui sul mio onore, smetterei di giocar con le parole ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare. Eee, le chiacchiere son tante e se ne fan continuamente, è tanto bello dar fiato alle trombe o il vino o robe esotiche rimbomban nella mente esplodono parole come bombe, pillacchere di fango, poesie dette sulla sedia, ghirlande di semantica e gran tango dei mass-media. Dibattito, dal vivo, miti, spot, ex-cineforum, talk-show, magazine, trend, poi TV e radio telegiornale, spazi, nuovo, gadget, pista, quorum, dietrismo, le tangenti, rock e stadio, deviati, bombe, agenti, buco e forza del destino, scazzato, paranoia e gran minestra dello spino. Amore fino lo so che in questo modo cerco guai ma non sopporto questi parolai non dire più che ci son dentro anch'io, amore mio se il gioco è esser furbo o intelligente ti voglio presentare della gente e certamente presto capirai. Ci sono, sai, nascosti, dietro a pieghe di risate che tiran giù i palazzi dei coglioni, più sobri e più discreti e che fan meno puttanate di me che scrivo in rima le canzoni, i clown senza illusioni, fucilati ad ogni muro se stan così le cose dei buffoni sia il futuro. Son quelli che distinguono parole da parole e sanno scegliere fra Mercuzio e Mina, che fanno i giocolieri fra le verità e le mode, i Franti che sghignazzano a dottrina, che irridono ai proverbi e berceran disincantati: Fra Mina e fra Mercuzio son parole, e non son frati!

Mitico Amore

Antonello Venditti
Mitico amore Dove sei stato Sei nel presente o nel passato Sei tutto intero o sei ferito E quante volte mi hai tradito Sono le lacrime che fanno male Quando mi stringi sul tuo cuore Sono due lacrime che ci dividono Quando mi prendi e gridi amore Mitico amore Dove sei stato Sei come un angelo smarrito Chi ti ha spezzato, chi ti ha colpito Se questa notte chiedi aiuto E' ritornato il tempo di stare ancora insieme Di restare qui Come ogni notte ad aspettarti Si io resto qui mitico amore Amore, amore amore, io ti ringrazio Di questo tempo e questo spazio Mitico sogno dell'universo Ecco mi sono ancora perso E' ritornato il tempo di stare ancora insieme La notte passerà e non avrei paura Di restare qui dentro il mio sogno ad aspettarmi Si io resto qui mitico amore

Ricordati Di Me

Antonello Venditti
Ricordati di me, questa sera che non hai da fare, e tutta la città è allagata da questo temporale e non c'è sesso e non c'è amore, né tenerezza nel mio cuore. Capita anche a te di pensare che al di là del mare vive una città dove gli uomini sanno già volare, e non c'è sesso senza amore, nessun inganno nessun dolore, e vola l'anima leggera. Sarà quel che sarà, questa vita è solo un'autostrada, che mi porterà alla fine di questa giornata, e sono niente senza amore, sei tu il rimpianto e il mio dolore che come il tempo mi consuma. Lo sai o non lo sai, che per me sei sempre tu la sola, chiama quando vuoi, basta un gesto forse una parola, che non c'è sesso senza amore, è dura legge nel mio cuore, che sono un'anima ribelle. Ricordati di me, della mia pelle, ricordati di te com'eri prima, il tempo lentamente ti consuma. Ma non c'è sesso e non c'è amore, ne tenerezza nel tuo cuore che raramente s'innamora. Ricordati di me, quando ridi, quando sei da sola, fidati di me, questa vita e questo tempo vola. Ah ah ah ah.

Bologna

Francesco Guccini
F.Guccini Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli. Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale Bologna la grassa e inumana, già un poco Romagna e in odor di Toscana. Bologna per me provinciale Parigi in minore, mercati all'aperto, bistrot, della rive gauche l'odore. Con Sartre che pontificava, Baudelaire tra l'assenzio cantava ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare. Però che Bohème confortevole, giocata fra case e osterie quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie. Oh come eravamo poetici, ma senza pudore o paura e i vecchi imberiaghi sembravano la letteratura. Oh quant'eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna cullati fra i portici, cosce di mamma Bologna. Bologna è una donna emiliana, di zigomo forte Bologna capace d'amore, capace di morte. Che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale che calcola il giusto, la vita e che sa stare in piedi, per quanto colpita. Bologna è una ricca signora che fu contadina benessere, ville, gioielli e salame in vetrina che sa che l' odor di miseria da mandar giù è cosa seria e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura. Lo sprechi il tuo odor di benessere, però con lo strano binomio dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio. E i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono o oramai si son persi confusi e legati a migliaia di mondi diversi. Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente cantando canzoni che è come cantare di niente. Bologna è una strana signora, volgare e matrona Bologna bambina perbene, Bologna busona. Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto rimorso per quel che m'hai dato e quasi ricordo e in odor di passato.

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