ANDREA BOCELLI lyrics - Andrea

Quante Volte Ti Ho Cercato

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Pomeriggi sorto il sole In bocca tu tenevi un fiore come me Tra un'ora viene il buio Vado a casa che dolore Resta qui con me Io ero il ladro Tu la fata E la vita Una grande nevicata Ma tu hai pianto 'occhi per terra' ti han sgridato tu mi sposi te lo guiro hai giurato un altro lampo c'era la guerra dio … quante volte ti ho cercata dio … quante volte ti ho perduta mi sono perso anch'io quanta vita che è passata la notte ti sognavo mi svegliavo non eri tu la vita è solo un sogno è una partenza o un ritorno non lo so tanti anni in un secondo un lampo e tutto torna con lo sconto non lo so treni, aerei in giro per il mondo quante volte si è perduto il mio cuore vagabondo sono stato due tre volte in cielo ho fatto tutto il cielo a piedi lo so che adesso non mi credi però dio … quante volte ti ho cercata dio … quante volte ti ho perduta mi sono perso anch'io quanta vita che è passata la notte ti sognavo mi svegliavo non eri tu … dio … quante volte ti ho cercata dio … quante volte ti ho perduta mi sono perso anch'io quanta vita che è passata la notte ti sognavo mi svegliavo non eri tu …

Pi Di Un Sogno

Adriano Celentano
Quanta nebbia sulla strada... così fitta che non vedo cosa c'è ... al di là del muro bianco cerco un futuro insieme a te quante scene del passato questa auto ha calpestato quanti piccoli rimorsi quanti amori persi dietro me .. quante volte emozionato son rimasto senza fiato quante volte ho deluso quante volte qui sul muso per una volta la vita amore mi ha regalato di più, di più di un sogno, di un grande sogno irrealizzabile: tu di più di tutto di quel che ho dato ma molto, molto di più sembra un miracolo incomprensibile ... che è rotolato dal cielo per errore giù imprevedibile il destino di ciò sono cosciente io lo so per questo io mi accontento di vivere il momento quel che ho. le paure son vietate meglio viver le giornate dalla gioia illuminate come fossi in paradiso per una volta la vita amore mi ha regalato di più, di più di un sogno, di un grande sogno irrealizzabile: tu io ti guardo e non ci credo chissà perchè è andata così non ti merito eppure sei qui per una volta la vita amore mi ha regalato di più di più di un sogno di un grande sogno irrealizzabile: tu... averti avuto adesso è più di un grande sogno

Quante Volte

Claudio Baglioni
Me ne vado nella notte logorando strade han lavato il cielo ed ora è ad asciugar sui muri come quando i miei si vomitavano parole ed allora mi mandavano a giocare fuori... Tu non ci sei tu non sei più con me... Il mio amico sta dicendo che mi vuole bene ha bevuto troppo e non ricorda più il mio nome le finestre occhi spenti stanno già sognando mulinelli di cartacce e le panchine vuote... Non avrei voluto essere il primo della classe non avrei voluto mai portare i primi occhiali ho paura di specchiarmi dentro una vetrina e scoprirmi a ridere di me e dei miei pensieri... Sotto il tacco delle scarpe mezzo consumato un giornale spiegazzato pieno di pedate grande prima eccezionale per il film dell'anno avventura sesso e una valanga di risate... Quante volte ti ho pensato sulla sedia di cucina quante volte ti ho incontrato nelle cicche che spegnevo quante volte ti ho aspettato quante volte ti ho inseguito quante volte ho chiesto te... E come gridavo sul cavallo del barbiere il mio amico si è fermato e sta scalciando un sasso lui non ha una donna perché ha l'alito cattivo soffre un po' di tenerezza e parla con se stesso... Guardo le mie dita gialle sono tanto stanco di sputare i mozziconi di tutta una vita giro salto e ballo come un orso ammaestrato come vorrei fare a pezzi quella luna idiota... Quante volte ti ho pregato mentre mi graffiavi il cuore quante volte ti ho guardato mentre mi cavavi gli occhi quante volte ti ho cercato quante volte ti ho trovato quante volte ho perso te...

Solo Unora

Clan Italiano
(F.Cappelari-R.Lipari) Amare te com'è possibile se non ti vedo quasi mai e quante volte mi domando se adesso lo sono allo sbando e sto perdendo la testa per te e quante volte mi rispondo che cosa ancora sto cercando se non ti vedo quasi mai. La verità è che sei fragile ed ogni donna ha vita facile ma tranne me chissà perché perché ti amo tutto quanto perché diversa sono tanto ma tranne me chissà perché forse sarà perché una volta avrò sbagliato nel passato. Ritornello: Dammi la forza per crederti ancora mi basterebbe con te solo un'ora mi basterà anche essere amante una qualunque una fra tante. For corrections : Kiko Battaglia c/o

Antenor

Francesco Guccini
F.Guccini Si chiamava Antenòr e niente si chiamava Antenòr e basta perché per certa gente non importa grado o casta importa come vivi ma forse neanche quello importa se sai usare bene il laccio od il coltello. Antenòr uscì di casa uscì di casa quella sera garrivano i suoi pensieri come fossero bandiera ma gli occhi erano fessura e il viso tirato a brutto come all'età in cui credi d'aver fatto quasi tutto. Un cavallo nitrì, ma quando? una donna rise, ma dove? la luna uno scudo bianco, un carro le stanghe in alto chitarra ozio parole, chitarra ozio parole. La pompa un ricordo stanco, un mare quell'erba nera può darsi fosse romantico. ma lui non lo sapeva. Quella donna rideva ad ore, quella luna solo uno sputo e per quel cavallo non avrebbe speso anche un minuto è difficile far rumore sulle cose che c'hai ogni giorno le tue braghe, il tuo sudore, e l'odore che porti attorno. Lo cantina era quasi vuota scarsa d'uomini e d'allegria se straniero l'avresti detta quasi piena di nostalgia nostalgia ma di che cosa, d'un oceano mai guardato d'una Europa mai sentita, d'un linguaggio mai parlato? Antenòr chiese da bere. e scambiò qualche saluto calmo e serio danzò tutto il rituale ormai saputo uomo e uguale coi suoi pari quasi pari con gli anziani come breve quella sera, come lunghi i suoi domani. Proprio allora qualcuno entrando nella luce do dentro al buio lo insultò quasi sussurrando, ma sembrava che stesse urlando come per uno schiaffo, come per uno sputo Antenòr lo guardò sorpreso, lo studiò e non lo conosceva e il motivo restò sospeso, fra io gente ferma in attesa e lui non lo sapeva, e fui non io sapeva. Poi sentì di uno donna il nome, già scordato o non conosciuto quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto; guardò gli uomini per cercare occhi, dialogo, spiegazione non trovò condanne non trovò un'assoluzione Antenàr uscì di fuori bilanciando il suo coltello per danzare malvolentieri passi e ritmi do duello una donna non ricordata ed un uomo mai visto prima io legavano tra loro come versi con la rima. Fintò basso e scartò dilato quanti sguardi sentì sul viso si sentì migliore e stanco si sentì come un sorriso che serata tutta ai contrario proprio niente da ricordare puntò il ferro contro il viso vide il sangue zampillare. Tutto quanto ero stato un lampo Antenòr respirava forte fece il gesto di offrir la mano guardò l'altro e capi pian piano che tuffo ero stato invano che l'altro cercava morte capì che doveva farlo, farlo in fretta perché non c'era motivo per ammazzarlo l'altro cadde e non rispondeva e lui non lo sapeva, e lui non lo sapeva, Antenòr lo guardò cadere sentì dire la colpa è mia senti dire è stato un uomo senti dire fuggi via lo giustizia disse bandito ma un poeta gli avrebbe detto che ero come l'Ebreo errante. come il Bàtavo maledetto. Quante volte ci è capitato di trovarci di fronte o un muro quante volte abbiam picchiato quante volte subito duro quante cose nate per sbaglio quanti sbagli nati per caso quante volte l'orizzonte non va oltre il nostro naso. Quante volte ci sembra piana mentre sotto gioca d'azzardo questa vita che ci birillo come bocce do biliardo questa cosa che non sappiamo questo conto senza gli osti questo gioco do giocare fino in fondo a tutti i costi.

La Vita Nell'era Spaziale

Jovanotti
La vita nell'era spaziale non è niente male vivere sotto un cielo popolato di angeli e di satelliti artificiali di spiriti e di ufo di rondini e di aquile reali camminare tra file di alberi e di antenne radio poter decidere se andare in Antartide o andare allo stadio la vita nell'era spaziale non è niente male posso decidere di festeggiare il capodanno cinese o il natale halloween o il giorno dei morti e fondare una religione nuova che ha come altare i banchi accettazione degli aeroporti e posso dire sì sì e posso dire no no e posso finalmente dire pure ma però perché la lingua cambia e quello che era errore invece adesso si può sono del mio quartiere della mia città del mio paese sono europeo sono italiano ascolto musica inglese ma sono americano e quindi un po' africano e visto dal satellite non sembro neanche troppo umano sono a due dimensioni ma da grande ne avrò tre la vita nell'era spaziale fa proprio per me le sonde intanto sondano e forti piogge inondano la medicina avanza con falcate da gigante applausi riservati solo al pubblico pagante e assicurato il futuro è già arrivato e se non stai attento assomiglia al passato ma la notizia grazie a Dio si spande a macchia d'olio e forse l'idrogeno liquido sostituirà il petrolio ma chi glielo racconta poi alla shell e compagnia bella che c'è un motore nuovo che funziona con l'acqua della cannella posso sognare esattamente come ho sempre sognato e posso registrare tutto se l'ho dimenticato posso pregare Dio un Dio a mia immagine e somiglianza collegato col computer dentro la mia stanza la vita nell'era spaziale mi piace posso scegliere se fare la guerra o fare la pace se mangiare dei cibi biologici o geneticamente modificati se drogarmi con psicofarmaci o con zuccheri raffinati una vasta gamma di dipendenze legali e non legali naturali tecnologiche chimiche artificiali e come sempre o si è nomadi o si sta lungo il fiume il tigri l'eufrate il Tevere il Nilo la via della seta il modem il filo che lega il coltello che spezza ti taglio la gola ti faccio una carezza contatto avvenuto banane banane aromi di frutti di terre lontane quintali di oro in cambio di pietra filosofale la vita nell'era spaziale non è niente male muoversi tra fiori e rifiuti senza avere paura urbano come un cassonetto della spazzatura e cosmico come una radiazione interstellare la vita nell'era spaziale non è niente male

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