Interested in Cryptocurrency?
Visit best CoinMarketCap alternative. Real time updates, cryptocurrency price prediction...

883 lyrics - La Donna, Il Sogno E Il Grande Incubo

Il Grande Incubo

Original and similar lyrics
Notte strana quasi lugubre senza luna, stelle, lucciole prego che tu non ti accorga mai dei miei fari dietro che ti seguono Mi stai scorazzando fuori città chissà questa dove mi porterà l'asfalto è ormai finito, tu dove sei poi di colpo nelle ossa un brivido Una vecchia casa e la tua macchina che ferma sotto quell'insegna mi fa leggere 'benvenuti al Dream Motel' La Donna, il Sogno & il Grande Incubo questa notte incontrerò mentre nel mondo tutti dormono forse anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così ma adesso sono qui L'uomo dietro al banco della hall un tipo losco che di più non si può a bassa voce si avvicina a me 'nella stanza 106 la attendono' Un corridoio che non finisce mai finalmente arrivo alla 106 in penombra dentro ci sei tu le tue gambe lunghe che si muovono Ma la stanza accanto è aperta e vedo che tutti i miei giocattoli, i miei sogni, i miei perché sono in una stanza del Dream Motel La Donna, il Sogno & il Grande Incubo vado e non mi fermerò mentre nel mondo tutti dormono così anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così ma adesso sono qui Prendo le mie cose e scappo via devo raggiungere la portineria ad ogni costo devo uscire di qui però tutti nel motel si svegliano Sento i passi correr dietro di me un cacchio di seconda uscita non c'è finalmente sono fuori di lì poco prima che Loro mi trovino In fondo al viale la tua auto e dentro te ma stavolta non ti seguo più nemmeno se me lo regali il Dream Motel La Donna, il Sogno & il Grande Incubo vado via e non tornerò mentre nel mondo tutti dormono poi anch'io mi sveglierò con la sveglia scarica ormai e con mia madre che mi dice 'dai, come fai tutte le volte a non svegliarti mai' e tutto questo finirà così a un secolo da qui

La Madonna Nera

Fossati Ivano
I.Fossati Io penso a me che fra andata e ritorno tutto il santo giorno un'ora per mangiare un'ora per dormire ben poco ti potrò vedere. Poi penso a te piegata sulla scrivania con davanti una rosa che sarà la mia sciupata mia. Alla festa del dieci di luglio che era quasi sera la Madonna Nera s'impantanò. Venne l'autorità con la ferrovia tutta la sacrestia e venne il coro con la melodia a salvare l'oro e l'argento il marmo e il cemento il bronzo e il paramento e il mantenimento. E dall'ingorgo che c'era non si poté andare via che alle dieci di sera quando la Madonna Nera noi spingendo e tirando piangendo e sperando inclinando e strepitando noi si risollevò. Io penso a te inclinata sulla scrivania con davanti una rosa che sarà la mia appassita mia. Poi penso a me che fra andata e ritorno tutto il santo giorno un'ora per mangiare un'ora per dormire tutti i santi giorni tutto il santo giorno tutti i santi giorni tutto il santo giorno tutti i santi giorni tutto il santo giorno E così sia. SONG: IL DISERTORE B.Vian In piena facoltà, egregio Presidente le scrivo la presente che spero leggerà. La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro Lunedì. Ma io non sono qui egregio Presidente per ammazzar la gente più o meno come me. Io non ce l'ho con lei, sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò. Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me. Mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà. Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie e il mio passato, la mia migliore età. Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò. Vivrò di carità sulle strade di Spagna di Francia e di Bretagna e a tutti griderò di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi. Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro, se vi divertirà. E dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi, io armi non ne ho.

Il Confine

TIZIANO FERRO "Rosso Relativo"
Sai cosa c'è Ci sei te Da un po' in qua No non capisco ora te lo confesso E' assurdo sai Ti cerco mentre Duemila te Mi girano intorno mi parlano e io Non li sento O forse sono sordo Li guardo E forse non li vedo Sarei fortunato ad averti qui Ma non posso piangerti All'infinito Morire qui per te Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che non riesco più a ragionare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che tu riesci ad uscire e a entrare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te Lo lo so Come sei Mi fai male Prima ferisci e scappi Poi torni di nuovo Lo invece poco Ma in fondo a te ci credo E se riuscissi a trattare me Come poi tratti l'idea di me Lo voglio rispetto E' un mio diritto Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che non riesco più a ragionare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che tu riesci ad uscire e a entrare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te Fare e disfare E' il tuo mestiere Ed io che osservo senza reagire Prima...rapito, legato e torturato Poi...fuggito, confuso tu mi hai ri-illuso Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che non riesco più a ragionare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te Il confine tra i miei sentimenti è così sottile Che tu riesci ad uscire e a entrare E non capisco se Ti odio o sono innamorato di te

Confessioni Di Un Malandrino

Angelo Branduardi
Mi piace spettinato camminare il capo sulle spalle come un lume e mi diverto a rischiarare il vostro autunno senza piume. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, mi agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Ed in mente mi torna quello stagno che le canne e il muschio hanno sommerso ed i miei che non sanno di avere un figlio che compone versi; ma mi vogliono bene come ai campi alla pelle ed alla pioggia di stagione, raro sarà che chi mi offende scampi alle punte del forcone. Poveri genitori contadini, certo siete invecchiati e ancor temete il Signore del cielo e gli acquitrini, genitori che mai non capirete che oggi il vostro figliolo è diventato il primo tra i poeti del Paese e ora in scarpe verniciate e col cilindro in testa egli cammina. Ma sopravvive in lui la frenesia di un vecchio mariuolo di campagna e ad ogni insegna di macelleria la vacca si inchina sua compagna. E quando incontra un vetturino gli torna in mente il suo concio natale e vorrebbe la coda del ronzino regger come strascico nuziale. Voglio bene alla patria benchè afflitta di tronchi rugginosi m'è caro il grugno sporco dei suini e i rospi all'ombra sospirosi. Son malato di infanzia e di ricordi e di freschi crepuscoli d'Aprile, sembra quasi che l'acero si curvi per riscaldarsi e poi dormire. Dal nido di quell'albero, le uova per rubare, salivo fino in cima ma sarà la sua chioma sempre nuova e dura la sua scorza come prima; e tu mio caro amico vecchio cane, fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia e giri a coda bassa nel cortile ignaro delle porte dei granai. Mi sono cari i miei furti di monello quando rubavo in casa un po' di pane e si mangiava come due fratelli una briciola l'uomo ed una il cane. Io non sono cambiato, il cuore ed i pensieri son gli stessi, sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi. Buona notte alla falce della luna sì cheta mentre l'aria si fa bruna, dalla finestra mia voglio gridare contro il disco della luna. La notte e' così tersa, qui forse anche morire non fa male, che importa se il mio spirito è perverso e dal mio dorso penzola un fanale. O Pegaso decrepito e bonario, il tuo galoppo è ora senza scopo, giunsi come un maestro solitario e non canto e celebro che i topi. Dalla mia testa come uva matura gocciola il folle vino delle chiome, voglio essere una gialla velatura gonfia verso un paese senza nome.

Il Testamento

Deandre Fabrizio
Quando la morte mi chiamerà forse qualcuno protesterà dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità non maleditemi non serve a niente tanto all'inferno ci sarò già ai protettori delle battone lascio un impiego da ragioniere perché provetti nel loro mestiere rendano edotta la popolazione ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana voglio lasciare a Bianca Maria che se ne frega della decenza un attestato di benemerenza che al matrimonio le spiani la via con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto con tanti auguri per chi c'è caduto di conservarsi felice e cornuto sorella morte lasciami il tempo di terminare il mio testamento lasciami il tempo di salutare di riverire di ringraziare tutti gli artefici del girotondo intorno al letto di un moribondo signor becchino mi ascolti un poco il suo lavoro a tutti non piace non lo consideran tanto un bel gioco coprir di terra chi riposa in pace ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro per quella candida vecchia contessa che non si muove più dal mio letto per estirparmi l'insana promessa di riservarle i miei numeri al lotto non vedo l'ora di andar fra i dannati per rivelarglieli tutti sbagliati non vedo l'ora di andar fra i dannati per rivelarglieli tutti sbagliati quando la morte mi chiederà di restituirle la libertà forse una lacrima forse una sola sulla mia tomba si spenderà forse un sorriso forse uno solo dal mio ricordo germoglierà se dalla carne mia già corrosa dove il mio cuore ha battuto un tempo dovesse nascere un giorno una rosa la dò alla donna che mi offrì il suo pianto per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore a te che fosti la più contesa la cortigiana che non si dà a tutti ed ora all'angolo di quella chiesa offri le immagini ai belli ed ai brutti lascio le note di questa canzone canto il dolore della tua illusione a te che sei costretta per tirare avanti costretta a vendere Cristo e i santi quando la morte mi chiamerà nessuno al mondo si accorgerà che un uomo è morto senza parlare senza sapere la verità che un uomo è morto senza pregare fuggendo il peso della pietà cari fratelli dell'altra sponda cantammo in coro già sulla terra amammo tutti l'identica donna partimmo in mille per la stessa guerra questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli.

Un' Altra Te

EROS RAMAZZOTTI "Eros"
Un´altra te, dove la trovo io un´altra che sorprenda me un´altra (un guaio simile) un guaio simile (chissa se c´è) chissa se c'è (un gaio simile) un'altra te Con gli stessi tuoi discorsi quelle tue espressioni che in un altro viso cogliere non so quegli sguardi sempre attenti ai miei spostamenti quando dal tuo spazio me ne uscivo un po´ con la stessa fantasia, la capacità di tenere i ritmi indiavolati degli umori miei Un´altra come te ma nemmeno se la invento c´è mi sembra chiaro che sono ancora impantanato con te ed e sempre più evidente E mi manca ogni sera la tua gelosia anche se poi era forse più la mia e mi mancano i miei occhi che sono rimasti li dove io li avevo appoggiati quindi su di te mi sembra chiaro Un´altra come te ma nemmeno se la invento c´è mi sembra chiaro che sono ancora impantanato con te ed e sempre più preoccupante, evidentemente preoccupante ma un´altrate non credo

Was it funny? Share it with friends!